QUARTA PIETRA

La quarta pietra finì ai piedi di un esattore delle tasse che esercitava la sua professione in una strada della Palestina.

La pietra sentì un gruppo di persone mormorare di un “Rabbi” che frequentava gente non del tutto onesta e curiosa voleva conoscere questa persona così strana e pur tanto considerata.

Questo “Rabbi”era attorniato da coloro che venivano considerati peccatori e tuttavia suoi amici.

La pietra si chiese : “perché questo Rabbi si lascia trascinare da questa gente e non ama circondarsi da persone rispettose della legge?”.

Trovò risposta nelle parabole da Lui narrate.

Una di queste parlava di un figlio che bramoso di vivere la propria vita lontano dalla sua famiglia, tra svaghi e vizi, sciupò tutte le sue ricchezze diventando più povero dei poveri.

La pietra non resistette e commentò: “Bravo furbo, se ne poteva stare tranquillo a casa sua dove tutti gli volevano bene! Perché mai si è comportato in tal modo!”

Il Rabbi proseguì il racconto dicendo che il figlio riconoscendo di non essere degno del perdono del padre e dei fratelli, ritornò ugualmente per essere trattato come l’ultimo dei servi.

Inaspettatamente però il padre lo accolse a braccia aperte, lo perdonò e lo riammise con tutti gli onori nella sua casa.

La pietra si mise a riflettere dicendo tra sé: “La parabola parla a ogni uomo e a ogni comunità che vive nella casa del Padre.

L’accoglienza, anche di chi sembrerebbe lontano, non è un optional ma un impegno preciso nelle parole e nei gesti.

La misericordia diventa lo stile di vita di tutti gli uomini che accettano dal Padre la sfida di annunciare il perdono e "tentano” di perdonare. Il nostro “restare in casa” non può trasformarsi in sedentaria passività, in abitudine di gesti fatti senz’anima, vivere in comunione col Padre dell’amore chiede di fare la sua volontà, cioè vivere la misericordia.

Dopo aver pensato ciò la pietra si meravigliò di se stessa.

Forse quel “Rabbi” le aveva trasmesso una nuova energia vitale?