TERZA PIETRA

La terza pietra si fermò all'ombra di una vigna.

Era lì da parecchio tempo e conosceva ormai bene le voci dei vignaioli che quotidianamente accudivano il terreno e le piante.

Un giorno però vide arrivare 13 uomini e tra questi "uno" le sembrò un "Esperto".

Questi si sedette e si mise a parlare rispondendo alle varie domande che gli venivano poste. La sua voce era suadente, dolce, sicura e rassicurava i presenti circa alcuni avvenimenti di sangue avveratisi nei dintorni del luogo.

La pietra, sempre più incuriosita, si chiedeva chi fosse mai quell'uomo che aveva il coraggio di parlare di tali fatti e soprattutto di spiegarli con esempi di vita quotidiana.

L'Esperto portò l'esempio di un fico che per tre anni consecutivi si mostrò sterile, i suoi rami pur essendo rigogliosi di foglie non davano frutti. Il padrone del fico, ordinò ai suoi servi di tagliarlo ma un vignaiolo, speranzoso e laborioso, si volle prendere l'incarico di curare la pianta.

La pietra si chiese di nuovo chi fosse quell'esperto e perché avesse raccontato quella parabola. Pensò che il fico doveva aprire gli occhi per poter vedere in profondità, per riconoscere e accogliere l'acqua e le radici vitali che l'avrebbero reso fertile.

Allora si chiese:

- che cosa aiuterà me a portare frutti concreti?

- quali frutti offrirò per sentirmi pietra viva?

Non ebbe risposta perché l'Esperto si era già allontanato.